Fragilità chirurgica: come ERAS e co‑management stanno cambiando la cura
In questa intervista a due mani, la Dott.ssa Anna Merlo e Dott. Andrea Geron ci guidano dentro le nuove prospettive della chirurgia colorettale, tra fragilità, ERAS e co‑management.
Convegno “Multidisciplinarietà nella Chirurgia Colorettale: ERAS e Co-management nel Paziente Fragile” – Vicenza, 28 novembre 2025 – Aula Gresele, Contrà San Bortolo 85, Vicenza
Visione e obiettivi
Domanda: Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a dedicare questo convegno al paziente fragile in chirurgia colorettale?
Dott.ssa Merlo: L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle comorbidità rendono sempre più frequente la presenza di pazienti fragili candidati a chirurgia colorettale. Un convegno dedicato permette di aggiornare strategie condivise per una gestione sicura e personalizzata.
Dott. Geron: Nella pratica clinica la multidisciplinarietà garantisce un’efficace presa in carico del paziente chirurgico fragile e complesso. La professionalità di più specialisti nel perioperatorio consente di prevenire complicanze e di garantire percorsi di cura meno impegnativi.
Contesto clinico e innovazione
Come si è evoluto il concetto di fragilità nel paziente chirurgico negli ultimi anni?
Dott.ssa Merlo: Oggi la fragilità è distinta dall’età cronologica: esistono anziani robusti e pazienti giovani fragili. Non è più un giudizio soggettivo, ma una ridotta riserva fisiologica che limita l’adattamento allo stress chirurgico.
Che ruolo giocano oggi i protocolli ERAS e il co-management?
Dott. Geron: Il protocollo ERAS consente una preparazione adeguata e una più rapida ripresa della quotidianità dopo interventi di chirurgia colorettale. Il co-management non è più una pratica emergente, ma una buona prassi consolidata per tutelare i pazienti a più alto rischio.
Dott. ssa Merlo: La gestione perioperatoria del paziente fragile richiede un approccio multidimensionale e multidisciplinare. I protocolli ERAS, integrati con preabilitazione e continuità assistenziale, riducono complicanze e migliorano gli outcome.
Programma e contenuti
Quali criteri avete seguito nella selezione dei relatori e dei temi trattati?
Dott.ssa Merlo: Abbiamo coinvolto anestesisti e chirurghi che hanno introdotto modelli di preabilitazione, diventando punti di riferimento in Italia. L’integrazione delle professioni sanitarie nel percorso ERAS è oggi centrale: valutazione, educazione, monitoraggio, coordinamento e riabilitazione sono elementi imprescindibili.
Dott. Geron: All’Ospedale San Bortolo ERAS e co-management sono già prassi consolidata, con un impatto significativo sulla riduzione delle complicanze e sulla ripresa clinica. Condividere questa esperienza con altri centri e con i medici di medicina generale è un obiettivo fondamentale del congresso.
Impatto e prospettive
Che tipo di impatto sperate che questo evento possa avere sulla pratica clinica dei partecipanti?
Dott.ssa Merlo: Ci auguriamo che l’evento lasci strumenti concreti da applicare nella quotidianità, favorendo un’assistenza integrata, sicura e personalizzata. Le competenze trasversali – comunicazione, collaborazione, sensibilità umana – sono decisive quanto quelle tecniche.
Dott. Geron: I pazienti chirurgici saranno sempre più frequentemente fragili. Condividere percorsi multidisciplinari significa semplificare il decorso postoperatorio, ridurre complicanze prevedibili e facilitare la ripresa della qualità di vita, con benefici anche in termini di costi sanitari.
Messaggio ai partecipanti
A chi è rivolto principalmente questo convegno e cosa vi aspettate dal pubblico?
Dott.ssa Merlo: L’evento è rivolto a medici, chirurghi, anestesisti, geriatri, internisti, infermieri, fisioterapisti e nutrizionisti. L’obiettivo è integrare la preparazione di tutte le figure per migliorare il perioperatorio dei pazienti fragili.
Dott. Geron: Ci aspettiamo un confronto costruttivo e la diffusione di una cultura condivisa del lavoro integrato. La multidisciplinarietà è la chiave per garantire sicurezza, qualità e continuità assistenziale.
Conclusione: L’intervista mette in luce come la fragilità non sia più legata all’età, ma alla ridotta riserva fisiologica, e come protocolli ERAS, co-management e preabilitazione rappresentino strumenti concreti per migliorare gli outcome. Il congresso di Vicenza sarà un’occasione per consolidare buone pratiche e diffondere una cultura multidisciplinare.
Per iscriversi al Convegno del 28 novembre presso l’Aula Gresele del Polo Infermieristico di Vicenza: https://www.organizing.it/event/ecm-multidisciplinarieta-nella-chirurgia-colorettale-eras-e-co-management-nel-paziente-fragile/
