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14
Mag

INQUADRAMENTO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO DEL NODULO TIROIDEO TIR3 UPDATE

I noduli tiroidei, singoli o multipli, rappresentano una delle patologie endocrine più frequenti. In Italia le persone affette da problematiche tiroidee si stimano attorno ai sei milioni. Per tale motivo il convegno svoltosi ad Oderzo lo scorso 11 maggio dal titolo “Inquadramento diagnostico e terapeutico del nodulo tiroideo TIR3 Update” ha riscosso un enorme successo in termine di partecipazione. Chirurghi e personale medico arrivati da tutto il Triveneto si sono dati appuntamento allo storico Palazzo Foscolo per assistere a relazioni e tavole rotonde tenute dai maggiori esperti del settore. Sono tutti concordi nell’affermare che la tempestività della diagnosi è fondamentale. Prima di intervenire bisogna capire innanzitutto la natura del nodulo. Esistono diversi strumenti che possono essere utilizzati come esami ematochimici, ecografie o agoaspirato. Le probabilità che un nodulo sia maligno sono circa il 2-5% e dipendono da fattori di ereditarietà, fumo e dall’esposizione a radiazioni al collo. È necessario effettuare le diagnosi con una certa tempestività. Una volta individuata la tipologia di nodulo esistono diversi trattamenti chirurgici a cui i pazienti possono essere sottoposti per l’asportazione.  Risulta fondamentale la valutazione del paziente nel suo insieme, e non soltanto della sua malattia. Per le donne ad esempio di solito si cerca di optare per una chirurgia mini-invasiva per fattori estetici, affinché non siano visibili grosse cicatrici. La gran parte dei pazienti operati per carcinoma della tiroide ha un’alta probabilità di guarigione completa ed una bassa probabilità di recidiva. L’individuazione di questi pazienti è fondamentale per pianificare sia il trattamento che il follow up post chirurgico. Ciò che si evince è che si tratta di percorsi diagnostici-terapeutici molto delicati che vanno seguiti molto attentamente e valutati singolarmente.